Supply Chain post Covid-19: rischio o opportunità? | Seconda parte

Se ti sei perso il precedente post: Supply Chain post Covid-19: rischio o opportunità? | Prima parte

La configurazione dei sistemi produttivi varia a seconda del “delivery lead time” concesso dal cliente, da un approccio MTS (Make To Stock), in cui la merce è già disponibile al manifestarsi di un bisogno, ad un approccio ETO (Engineering To Order), nel quale l’intero processo produttivo è attivato dalla domanda del cliente.

SC2

Se da un lato infatti, i sempre più accurati sistemi di forecast e di predictive analysis possono cogliere tempestivamente i segnali di una variazione della domanda, dall’altro l’incapacità della catena di fornitura di allinearsi rischia di vanificarne gli sforzi. Se il rischio di stock out di materie prime e semilavorati ha come effetto il generarsi di un costo opportunità, legato alla mancata vendita, dall’altro l’accumularsi di scorta ne aumenta i costi di mantenimento.

Il 36% delle aziende italiane intervistate, afferma di aver adottato come scelta tattica, l’accumulo preventivo di scorte. Tuttavia, in una prospettiva di lungo termine, alcune leve sono perseguibili:

  • Ampliare il parco fornitori favorendo la riduzione del numero di risorse gestite in modalità single – soucing (40% delle aziende intervistate);
  • Rafforzare la relazione con i fornitori, ad esempio costruendo un sistema di monitoraggio condiviso delle performance (indice di copertura, tempo medio di evasione ordine);
  • Adottare sistemi di “collaborative planning” per aumentare la visibilità “fornitore – cliente” e la condivisione dei rischi.

La crisi economica post COVID-19 si protrarrà ancora per molto tempo. L’opportunità è di investire in una solida infrastruttura digitale che permetta di attivare leve in ambiti differenti coerenti con l’obiettivo di “resilienza” che si vuole perseguire.

 

Like(5)Dislike(0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *