Scorte: la causa e la soluzione di tutti i problemi

Entrando in una qualunque fabbrica è facile riconoscere in poco tempo quali e dove siano le scorte, siano queste di materiale grezzo, di semilavorati o di prodotto finito.

Per meglio capire come si sia arrivati ad avere queste scorte bisogna riflettere sul nome che spesso gli viene dato: scorte “di sicurezza”.

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 In molti casi infatti la risposta più semplice ed immediata a problemi come l’inaffidabilità di un fornitore, lo sbilanciamento di una linea, la poca costanza di produttività di una postazione o la bassa polivalenza degli operatori è stata quella di alzare il livello delle scorte.

Ma quale sicurezza ci possono realmente dare queste scorte? Quella di non portare più a galla i problemi annegandoli sotto il mare di scorte e quindi di non doverli affrontare e risolvere nella quotidianità.

Risulta chiara quindi la centralità della lotta alle scorte nella metodologia Lean volta da una parte ad eliminare gli sprechi relativi allo stoccaggio e alla gestione di queste scorte, dall’altra a mettere sempre più in tiro il sistema in modo da far emergere i problemi che devono essere risolti invece che nascosti.

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3 thoughts on “Scorte: la causa e la soluzione di tutti i problemi

  1. Sandro Rizzoli says:

    Salve,
    sposando i princìpi scientifici di Factory Physics, penso che le scorte non siano un muda, bensì un buffer necessario (in certa misura) della variabilità. In altre parole, lo zero-difetti è solo utopico, nella realtà la variabilità non è completamente comprimibile, pertanto un certo livello di magazzino (seppur flessibile, cioè il più distante possibile dal cliente) risulta spesso necessario.

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  2. Edoardo Bolge'
    Edoardo Bolge' says:

    Buongiorno Sandro,
    Hai pienamente ragione ma nella quasi totalità dei casi le scorte presenti sono di gran lunga maggiori della certa misura che citi tu e spesso è cresciuta nel tempo per coprirsi da problemi che non si volevano risolvere, sarai d'accordo con me che questo proliferare di scorte è Muda.

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    • Sandro Rizzoli says:

      Buongiorno Edoardo,
      Concordo sul fatto che diverse aziende hanno un eccesso di magazzini (wip e/o mpf) e soffrono quindi di muda, ma vedo anche che altrettante aziende, cercando di diventare sempre più Lean e aspirando ad ogni costo al Jit e al One Piece Flow, rischiano in realtà di diventare anoressiche, soprattutto per mancanza di wip sufficienti a garantire (per la legge di Little) una produttività almeno pari alla domanda.

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