Digitalizzare ed automatizzare i sistemi di visual process performance: opportunità e rischi.

La digitalizzazione si sta rapidamente espandendo nelle diverse aree aziendali. Una di queste è sicuramente quella della visualizzazione delle performance. Molte imprese stanno passando da una raccolta dati e relativa rappresentazione completamente manuale e su carta all’utilizzo di sistemi automatizzati di raccolta e supporti digitali per la rappresentazione.

Che cosa si guadagna? Dal punto di vista della velocità di acquisizione e visualizzazione del dato sicuramente vi è un gran balzo in avanti in termini di efficienza. Ad ogni richiesta siamo in grado di conoscere e visualizzare in tempo reale la nostra performance senza impiegare grandi sforzi nel reperimento delle informazioni.

Quali possono essere i rischi? Dal mio punto di vista va prestata molta attenzione a due aspetti. In primo luogo a non ricadere nella trappola del “visto che è gratis misuriamo tutto”. Ciò sfocerebbe nella generazione di un eccessivo quantitativo di informazioni, le quali sarebbero difficilmente leggibili ed interpretabili, divenendo così non più usufruibili. Questa propensione al sovraprocesso si riscontra addirittura tutt’oggi in sistemi non automatizzati, quindi la semplificazione nel reperimento potrebbe aumentarne tale rischio. Il risultato sarebbe quello di avere degli info center molto di impatto ma troppo complicati per essere quotidianamente letti, compresi e stimolare la generazione di contromisure.

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Viaggio 4.0

La digitalizzazione dei processi aziendali, porta con sé grandi opportunità soprattutto in termini di flessibilità ed efficienza, ma vi possono essere alcuni rischi. Non si può considerare l’introduzione del digitale come la soluzione di tutti i problemi. Un’organizzazione senza nuove tecnologie è obsoleta, ma la tecnologia senza processi ottimizzati è caos. Si rischia quella che viene definita la “digitalizzazione degli sprechi”.

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Rivoluzione digitale: serve formazione, ma quale?

Nel 2017 Staufen.Italia decise di effettuare un survey sul tema Industria 4.0 per sondare a che punto fossero le imprese italiane lungo il percorso verso la Smart Factory.

Secondo questa il 73% dei manager intervistati pensano che nuovi concorrenti minacceranno il loro business nei prossimi 10 anni con il 4.0 e l’innovazione digitale, mentre se si parla degli ostacoli all’introduzione dell’industria 4.0 in Italia tra i più temibili vi è quello della mancanza di competenze nel management stesso (90%) o nei dipendenti (82%).

Come poter dunque ovviare nel minor tempo possibile a questo bisogno di formazione?

A tal proposito Edgar Dale con la sua piramide dell’apprendimento fornisce una chiara illustrazione di quanto possano essere efficaci i vari canali audiovisivi ai fini dell’apprendimento.

Piramide Dale

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Il digitale spinge il Lean oltre i suoi limiti

Primo: evitare la digitalizzazione degli sprechi. Secondo: spingere il Lean oltre i propri limiti con il digitale.
Il che praticamente vuol dire che mentre si riprogetta un processo (sia esso il processo di produzione su una linea o l’intero processo di evasione degli ordini) si deve contemporaneamente pensare ad eliminare gli sprechi, ottimizzando il processo prima di digitalizzarlo, e pensare a come il digitale riconfiguri l’attività di kaikaku.
L’implementazione lean si basa su quattro fattori in sequenza: stabilizzazione del processo, flusso, ritmo, pull.

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Jidoka: sbagliare, capire, crescere.

Il controllo è uno spreco. È semplicemente un’attività che non produce valore per il cliente. Ma allora perché controlliamo? Immaginiamo che sia domenica e che possiamo dare sfogo alla nostra creatività in cucina. Abbiamo preparato il nostro piatto regionale preferito e inseriamo il nostro ultimo ingrediente ma… ormai è troppo tardi. Abbiamo rovinato tutto: l’ultimo ingrediente maleodora nonostante non sia scaduto.

Non tutto il male vien per nuocere. Lesson learned: la prossima volta bisogna controllare gli ingredienti. E in effetti le cose migliorano perché prima di cucinare si controllano tutti gli ingredienti uno ad uno garantendone la qualità.

Immagine blog CAM

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Controllo e Flessibilità, Precisione e Velocità: i punti cardinali del Project Management

Negli ultimi due anni ho avuto l’occasione di seguire l’implementazione della Lean Product Development (LPD) all’interno della ricerca e sviluppo aziendale ed in questo percorso mi sono imbattuto nell’equilibrio tra Controllo, Flessibilità, Precisione e Velocitàperché non posso averli tutti al massimo?

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Mr. Ohno goes to Hollywood …and gets back!

Tratto tipico e comune del manager medio (e dell’imprenditore) americano anni ’80 è quello di essere al di sopra del suo staff e dei propri collaboratori sfruttando le loro competenze e manodopera al fine di raccoglierne poi i benefici e i risultati positivi per manifestarli all’intera comunità o, peggio ancora, portarli a qualcuno sopra di lui spacciandoli come frutto del suo duro lavoro. Questo è quello che negli USA viene etichettato come “one man-show”, cioè colui che concentra tutta l’attenzione di su se stesso evitando, ai membri del suo team, ogni minima opportunità di crescita professionale. Ma siamo sicuri che questa razza si sia del tutto estinta?

fully-committed

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Sfide e prospettive del manifatturiero: la visione di STAUFEN.

 

Speciale WMF - prima parte2

Giancarlo Oriani, CEO STAUFEN.ITALIA, intervistato da Class CNBC (canale 507 della piattaforma SKY) in occasione del World Manufacturing Forum del 27 – 28 Settembre a Cernobbio. Intervista completa a Giancarlo Oriani “Sfide e prospettive del manifatturiero: la visione di STAUFEN. “( https://lnkd.in/ddNYsfs )

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