Tre drammi aziendali

ERP, contabilità tradizionale, email.
Cosa hanno in comune questi tre elementi chiave della gestione aziendale, così diversi tra loro?
Che sono la causa di molti problemi aziendali, di frequente sono tre veri e propri drammi aziendali.
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Lean Six Sigma? Volentieri, ma… Lean? O Six Sigma?

Post blog

Quando un’azienda, dopo essere cresciuta e aver conquistato quote di mercato, si trova nella sua fase di maturità del ciclo di vita sposta il suo focus dal prodotto al processo, dal marketing alla produzione. Il core business è in gran parte consolidato e i canali di vendita e distribuzione sono definiti. Cosa diventa importante a questo punto? Il processo. Un sistema che ha alla base un processo progettato e pensato, riesce a generare valore per i clienti e profitti necessari per l’ulteriore espansione.

Il Lean Six Sigma porta a raggiungere questi risultati ottenendo un sistema con processi definiti, strutturati, organizzati, affidabili, standardizzati, monitorati e sincronizzati.

Essendo il Lean e il Six Sigma fondamentalmente molto diversi, quando bisogna usare uno e quando l’altro?

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Scorte: la causa e la soluzione di tutti i problemi

Entrando in una qualunque fabbrica è facile riconoscere in poco tempo quali e dove siano le scorte, siano queste di materiale grezzo, di semilavorati o di prodotto finito.

Per meglio capire come si sia arrivati ad avere queste scorte bisogna riflettere sul nome che spesso gli viene dato: scorte “di sicurezza”.

Post Bolgè

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Caro Freud… Cosa ne pensi della Lean Leadership?

Marco: “Per me è un grande onore averla di nuovo tra noi per confrontarci sulle nuove dinamiche lavorative”

Sigmund: “Grazie Marco, dammi del tu. Vedo che il mondo è cambiato in complessità ma non in difficoltà. Ma prego, fammi le tue domande”

Marco: “Il tema del nostro confronto è la Leadership. In particolare, la Lean Leadership. Gran parte del mondo sta copiando la metodologia manageriale lean ma in pochi riescono a raggiungere risultati eccellenti. Quello che manca può essere una giusta Leadership?”

Sigmund Freud

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Occidentali’s Karma, finalmente siamo tutti Lean!

Ho visto dei monaci shaolin che si professano asceti ultravegani e quasi ultraterreni sbirciare di nascosto le notifiche di whatapp sul loro iphone. Non c’è nulla da fare con l’infinito potere del POP, il POP è l’essenza della cultura occidentale, è in grado di scovare qualsiasi nicchia, si tratti di sonorità vichinghe islandesi o di trigliette azzurre del mar ligure.

monk-using-iphone

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Hansei: impariamo dal Giappone come apprendere dall’esperienza in maniera strutturata!

L’Hansei (tradotto letteralmente in auto-riflessione) è uno degli aspetti che prediligo della cultura giapponese. Pensate, che pare che i politici giapponesi condannati per crimini come, ad esempio, la corruzione, generalmente appaiano pubblicamente per scusarsi dei propri misfatti ritirandosi dalla scena politica. Questo comportamento, che sarebbe auspicabile sempre anche in Italia, ha degli aspetti interessanti per il fatto che dopo anni, gli stessi politici, possano tornare alla ribalta. Infatti generalmente, il giapponese, ritiene naturale imparare dai propri errori e quindi per tale ragione vengono naturalmente concesse nuove chance.
Il manager giapponese sempre per questo modo di pensare ed agire tende a prendere le responsabilità degli errori del proprio team e i membri del team stesso tendono a mettere in atto azioni di mitigazione per poi trovare una soluzione che risolva il problema alla radice, il tutto con un profondo senso di responsabilità e gratitudine al proprio responsabile.

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Il Sonno Della Ragione Genera Mostri

Goya, all’post blog Mannoriepoca dell’incisione, intendeva dire che la Fantasia diventa incontrollata e scatena le paure più recondite se può attecchire su un terreno fertile come il sonno della mente. È evidente che sia un messaggio filosofico in quanto il personaggio dell’incisione non è sdraiato su un letto ma quasi disperatamente sbracato su un tavolo, come volesse manifestare una richiesta di aiuto allo spettatore.
Un’opera porta sempre con se almeno due significati: quello originale, inizialmente pensato e trasmesso dall’autore; il secondo è rappresentato da ciò che il pubblico percepisce nel momento in cui guarda l’opera.
La mia interpretazione contestualizzata ai giorni d’oggi è questa:

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Maratoneti o scattisti?

I prossimi mesi saranno molto ricchi di eventi sportivi di rilevanza internazionale tra cui spicca l’evento sportivo planetario per eccellenza: l’Olimpiade

Volendo fare un confronto tra le varie discipline sportive (in particolare dell’atletica) ci è venuto spontaneo chiederci a quale assomiglia di più la sfida della “Lean Transformation”.

Maratona-3-4

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Mr. Ohno goes to Hollywood

La letteratura Lean è vastissima. Se qualcuno ci chiede cos’è il Lean Thinking, di sicuro la nostra mente va a scavare qualche titolo di saggio letto in passato e riusciamo ad usare come definizione una di quelle frasi che scolpiamo nel nostro personale decalogo del buon Lean Manager. Tutto ciò è abbastanza probabile ma non troppo. Ci perdiamo in un mare di titoli, sottotitoli, nomi, modelli, teorie e sistemi stampati su tante pagine di carta racchiuse in colorate copertine. Ma cosa accadrebbe se, dopo il successo di un bestseller “Lean”, qualcuno avesse la brillante idea di girare la versione cinematografica proprio come accade ad Hollywood?

Invece di “leggere il libro” molti preferirebbero “guardarsi il film”. E ricordarsi un film e le sue scene è certamente molto più facile.

Ci sono dei film che sembrano nati per racchiudere allegoricamente i principi Lean fondamentali.

Visto il grande boom di spettatori al botteghino a Natale, come non prendere d’esempio la mitica saga Star Wars?

Yoda_&_Luke

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Prima Chi, poi Cosa

Il libro “Good to Great” (“O meglio o niente”, nella traduzione Italiana), risultato della ricerca di Jim Collins e della sua équipe su cosa hanno in comune le aziende che sono diventate eccellenti dopo un periodo di mediocrità, evidenzia come uno dei pilastri comuni tra queste aziende sia stata la disciplina delle persone.

NoSuperman

Dopo un primo capitolo dedicato (ovviamente) alle caratteristiche dei loro leader (caratterizzati da una auto-disciplina assoluta), Collins indaga la composizione delle squadre a loro subalterne; il capitolo si intitola “Prima Chi, poi CosaContinue reading

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