Chi è responsabile dei comportamenti dei tuoi collaboratori?

Sei soddisfatto dei comportamenti dei tuoi collaboratori? Le persone nell’organizzazione di cui sei responsabile sono sufficientemente motivate? La crescita delle loro competenze è adeguata ai cambiamenti in atto nel contesto in cui operi?

A queste domande non sono molti i leader che conosco che risponderebbero con un chiaro e netto “sì”.

Altrettanto pochi, però, sono quelli che, a fronte di una risposta negativa, si sentirebbero direttamente responsabili della situazione.

Troppo spesso, negli anni, mi è capitato di sentire importanti e capaci manager di impresa lamentarsi delle loro persone.

I comportamenti, la motivazione, la crescita delle persone non sono figli del caso. E non sono neanche determinati da una cattiva selezione in ingresso o dai “costumi” (quanta sociologia da bar…).

L’esperienza delle organizzazioni eccellenti ci racconta una storia molto diversa.

Parafrasando lo slogan della recente pubblicità di Lavazza con Jannik Sinner possiamo dire che “L’eccellenza delle persone è una scelta”.

È in prima battuta una scelta di leadership. Che però non va confusa con “carisma” o “influenza”.

Mike Rother nel suo libro Toyota Kata parla di un “deliberata scelta organizzativa”: si tratta, cioè, di “fare”.

La domanda è quindi: pensi di aver fatto abbastanza per far crescere le tue persone?

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Il principio di Peter

In una gerarchia, ogni dipendente tende a far carriera fino a raggiungere il proprio livello di incompetenza”.

Questa tesi, nota come Principio di Peter, è stata formulata dallo psicologo canadese Laurence J. Peter nel 1969, e può essere altrimenti letta: “Con il tempo, ogni posizione lavorativa tenderà ad essere occupata da una persona priva delle competenze necessarie”.

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Ricordiamoci che ci sono molti più follower che leader

No, non voglio parlare di chi mette il proprio like sui social, ma di chi sostiene con il proprio lavoro il raggiungimento degli obiettivi definiti dal leader.

In ogni organizzazione aziendale, i dipendenti trascorrono più tempo come follower che come leader e spesso i leader stessi sono a loro volta follower di qualcuno.
Non solo il leader influenza il follower, ma c’è interdipendenza reciproca e quindi anche i follower impattano sui leader.

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La tua azienda dorme abbastanza?

In un mondo sempre più iperconnesso, in cui ormai molte aziende si aspettano che i propri dipendenti siano reperibili e rispondano alle e-mail 24 ore su 24, 7 giorni su 7, il sonno è sempre più un importante argomento organizzativo che richiede la giusta attenzione.

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