Dalle 5S nel mondo del lavoro all’ordine e pulizia di casa

Sappiamo che le 5S in azienda sono una metodologia per l’organizzazione del posto di lavoro, con lo scopo principale di utilizzare meno spazio, meno sforzo, fare prima a fare le cose e con meno difetti, in linea con i principi lean.

In realtà, molto di più si potrebbe dire sulle sue finalità. Tuttavia voglio invece condividere una sfaccettatura di questa metodologia, applicata alla nostra vita privata.
Viviamo un tempo in cui siamo sommersi di oggetti. Siamo progressivamente passati dall’avere poche cose di grande valore, ad acquistare qualcosa solo per il gusto di farlo. Come risultato, la nostra casa si è riempita di cose.

Perché non le buttiamo? Perché non le sistemiamo? Tanto più che sono azioni semplici da compiersi.

ordine

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Smed nel processo decisionale: un’interpretazione del NEMAWASHI

Più o meno tutti conoscono i principi su cui si basa lo SMED, un pò meno cosa sia il Nemawashi.

Anche stavolta si tratta di una similitudine riferita ad un termine giapponese, il cui significato proviene dal mondo del giardinaggio e più specificatamente dalla fase del trapianto di un albero, dall’evidenziare e proteggere le sue radici per non rischiare che muoia durante il trasferimento. Così anche per le nuove idee, è necessaria una azione preparatoria.

Il Nemawashi si riferisce ad un processo organizzativo continuo di costruzione del consenso, prima di prendere una precisa decisione.

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Lesson learned e Yokoten: come apprendere dai problemi

Se come dice Popper: “Tutto nella vita è risolvere problemi”, allora la capacità di un organizzazione di farlo nella maniera più efficace ed efficiente, può fare la differenza.

Fermo il fatto che per “risolvere un problema” intendiamo la sua causa scatenante (premessa per niente scontata) e non il suo mero trattamento, va considerato un terzo aspetto: la valorizzazione di quanto imparato. Quest’ultima componente, in più di qualche azienda andrebbe rivalutata.

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Il report A3 e il rispetto per le persone

Nel Toyota Way, uno dei 5 principi che stanno alla base del successo del gruppo Toyota nel mondo è il rispetto per le persone, ed esattamente “Rispettare gli altri e impegnarsi per capirsi a vicenda, per assumersi le proprie responsabilità e fare del nostro meglio per creare fiducia reciproca”.

Il report A3, strumento sempre proveniente dall’universo Toyota e utilizzato principalmente quale linea guida per il problem solving strutturato, permette di imparare altre due cose solo attraverso un consistente e sistematico rispetto per le persone:

  • report A3 come processo di management basato sulle responsabilità
  • report A3 come processo di sviluppo delle risorse umane

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Quando un’opportunità di miglioramento è in realtà uno spreco di rilavorazione

Vorrei condividere, quello che non raramente mi capita di incontrare in aziende manifatturiere accomunate da una certa maturità nell’organizzazione dei propri processi produttivi.

In queste realtà, sono abitualmente presenti iniziative kaizen (qualsiasi sia il nome utilizzato dall’azienda), focalizzate principalmente alla lotta agli sprechi in ambito produttivo.

ingranaggi

Risulta però, che molte di queste opportunità di miglioramento, sono modifiche di prodotto e/o di industrializzazione processo.

E visti i buoni risultati di solito raggiunti, emerge che i flussi del valore erano stati progettati ed implementati senza una coerenza con i principi lean e pertanto ricchi di opportunità di miglioramento.

Perché allora non vengono progettati prodotti e processi già lean?

Ritengo che la consolidata esperienza nell’intercettare tali opportunità nelle fasi produttive, bypassa il dover discutere di flusso del valore ed altri concetti lean in altri ambiti, quali ad esempio l’ufficio tecnico.

In sostanza, quello che in origine potrebbe essere visto come attività kaizen, presto si tramuta in banale e ripetitiva rilavorazione di processo, se non si intende imparare e fare esperienza, progettando meglio i flussi del valore.

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Ottimo di Pareto e cattive persone

Vi è mai capitato di fare la fila da qualche parte e vedere le persone incolonnate dare in escandescenza  oppure tentare di aggirare la coda?

A prima vista queste persone appaiono come “cattive”, ma se osserviamo più attentamente, è il processo nel quale sono coinvolte ad essere scadente (informazioni non disponibili e poco chiare, discrezionalità nell’applicare le regole, dimensionamento del processo non coerente con le esigenze, …).

E tutto ciò oltre a produrre scarsi risultati, porta ad una sostanziale insoddisfazione sia da parte delle persone in fila, sia da quelle che erogano un determinato servizio (fatto da non sottovalutare).
aaaCome potrebbe essere migliorato un processo di questo tipo? Continue reading

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Cacciatori e Contadini

Tempo fa, ho avuto l’occasione di lavorare a stretto contatto con un collega giapponese, che spesso mi ripeteva come in una azienda i manager sono secondo lui suddivisi in due categorie: i cacciatori ed i contadini.

Cacciatori e Contadini

Più spesso, come il cacciatore si procura il cibo col fucile ed altre azioni eclatanti quali la deforestazione, così una certa categoria di manager crea miglioramenti veloci (spesso non stabili), ed è caratterizzata da un alto turn-over ed un reale basso coinvolgimento dei collaboratori. Continue reading

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Il Sensei giusto

Se una azienda non ha a disposizione manager con una reale mentalità Lean (Mentalità Lean [parte1] e Mentalità Lean [parte2]), ma vuole intraprendere un percorso di Lean Transformation, deve necessariamente trovare un Sensei (“maestro” in giapponese) che l’aiuti.

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Mentalità Lean [parte1]

In questi periodi di crisi si sente parlare spesso di tecniche e strumenti Lean, visti quasi come scorciatoie per diminuire i costi sostenuti dalle aziende.

Ma prima ancora che un utilizzo di metodi, ritengo che il Lean Management sia un atteggiamento. Serve un corretto approccio per esprimerne il potenziale e raggiungere risultati sostenibili nel tempo.

Lean Manager

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